Scudo fiscale: frontalieri salvi
E’ ormai ufficiale. I frontalieri non saranno sottoposti allo scudo fiscale. L’unico obbligo è il pagamento di 26 Euro di multa, una sorta di mini sanatoria. Chiarita anche la questione degli emigranti. Saranno sottoposti alle stesse condizioni dei frontalieri se risiedono all’etero da almeno 5 anni.
I lavoratori frontalieri sono salvi. Con la circolare numero 48/E diffusa il 17 novembre dal ministero delle Finanze il fisco chiarisce che restano fuori dallo scudo i depositi e i conti correnti aperti presso banche estere per l’accredito degli stipendi da parte dei dipendenti di ruolo pubblici in servizio all’estero: questi lavoratori, secondo l’Agenzia, non hanno l’obbligo di rispettare il monitoraggio fiscale (cioé di compilare il modulo RW della dichiarazione dei redditi), la cui violazione è una delle condizioni per aderire allo scudo. Come si legge sul sito de Il Sole 24 ore, non saranno toccati dal provvedimento i lavoratori dipendenti transfrontalieri e i dipendenti di imprese multinazionali che lavorano all’estero.
Secondo il fisco – si legge sul sito del “Sole” – questi contribuenti avrebbero dovuto dichiarare nel modulo RW della dichiarazione dei redditi. Infine si legge che dato che si tratta di disponibilità all’estero derivanti da redditi assoggettati a tassazione alla fonte, il fisco permette a questi frontalieri di regolarizzare la propria posizione fino al 2008 presentando una dichiarazione dei redditi integrativa completa del modulo RW pagando una sanzione minima di 26 euro.
I frontalieri quindi non devono scudare gli stipendi accreditati sui conti aperti presso le banche estere. Chiarita anche la questione degli emigranti. Saranno sottoposti alle stesse condizioni dei frontalieri se risiedono all’etero da almeno 5 anni.
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